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(Core) Implicazioni finanziarie e altri rischi e opportunità per le attività dell'organizzazione dovuti ai cambiamenti climatici.

Il risparmio energetico

In Italia, un quadro normativo di riferimento molto avanzato (DM 20 luglio 2004 e DM 21/12/2007) sprona gli operatori del comparto energia a porsi obiettivi di risparmio energetico sempre più sfidanti. Grazie all’istituzione di un mercato di riferimento, le iniziative di miglioramento dell’efficienza energetica non solo vengono incentivate tramite sgravi fiscali o finanziamenti in conto capitale ma vengono anche vagliate dai meccanismi di selezione basati sull’incontro tra domanda e offerta.

I cambiamenti climatici: una questione aperta

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Per fronteggiare i cambiamenti climatici, sulle cui conseguenze numerose agenzie internazionali di ricerca da alcuni anni lanciano ripetuti allarmi, è in atto l’impegno comune. È infatti necessario migliorare globalmente la gestione delle emissioni di gas ad effetto serra, per ridurne sensibilmente e rapidamente le quantità. Anche Acea si pone questa sfida, con l’obiettivo di contenere l’impronta di carbonio dei processi produttivi, per un futuro meno dipendente dalle fonti fossili.

La distribuzione del valore generato da Acea

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Il valore economico direttamente generato dal Gruppo nel 2011, includendo i ricavi che derivano sia dalla gestione caratteristica che da quella finanziaria (proventi finanziari, proventi da partecipazioni, ecc.), ammonta a 3.623,7 milioni di euro, in linea con i 3.605,4 milioni di euro del 2010.

Indicatori economici generali

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risultati d’esercizio 2011, in lieve flessione rispetto allo scorso anno, considerato anche il contesto macroeconomico critico, confermano la solidità economico-finanziaria del Gruppo e la capacità reddituale delle sue aree d’attività. La gestione caratteristica, valutato l’andamento dei ricavi (3.538 milioni di euro) e il margine operativo lordo (655,8 milioni di euro), mantiene valori apprezzabili.

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