I cambiamenti climatici: una questione aperta

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Per fronteggiare i cambiamenti climatici, sulle cui conseguenze numerose agenzie internazionali di ricerca da alcuni anni lanciano ripetuti allarmi, è in atto l’impegno comune. È infatti necessario migliorare globalmente la gestione delle emissioni di gas ad effetto serra, per ridurne sensibilmente e rapidamente le quantità. Anche Acea si pone questa sfida, con l’obiettivo di contenere l’impronta di carbonio dei processi produttivi, per un futuro meno dipendente dalle fonti fossili. In tale prospettiva si inserisce la partecipazione al Carbon Disclosure Project – CDP (vedi box dedicato), considerata sin dalla sua prima edizione del 2006 una valida iniziativa per stimolare l’attenzione al Carbon Management e per fissare concreti obiettivi di riduzione, misurabili nel tempo.
Nell’ultimo studio pubblicato dal CDP, Italy 100 Report 2011107, su un campione di 100 aziende Italiane partecipanti al progetto, Acea ha ricevuto una lusinghiera valutazione sia con riferimento alla chiarezza e alla completezza della “disclosure” (punteggio: 67/100), sia in termini di capacità di gestione del problema emissioni (punteggio pari a “C” su una scala E/A).

Box – Carbon Disclosure Project

Il Carbon Disclosure Project (CDP) è una iniziativa internazionale lanciata nel 2000 dalla organizzazione non profit Rockfeller Philantropy Advisors di New York. Viene sostenuta da circa 400 investitori istituzionali, soprattutto grandi banche e intermediari finanziari, con l'obiettivo di valutare le strategie di risposta alla sfida del cambiamento climatico messe in campo dalle imprese che volontariamente accettano di rispondere ad un corposo questionario proposto dalla organizzazione della CDP. I mercati finanziari sono interessati a conoscere come le imprese trattano il tema dei cambiamenti climatici e tendono a valorizzare chi si organizza per rispondere proattivamente alla sfida, considerandolo con maggiori probabilità di successo nel medio-lungo periodo.
La partecipazione all’iniziativa da parte di una impresa implica la compilazione di un complesso questionario che evidenzia le capacità del management di esercitare un effettivo controllo sulle emissioni di gas ad effetto serra e di pianificare obiettivi di riduzione. L’analisi dei rischi e delle opportunità che si accompagnano ai cambiamenti climatici sprona inoltre l’azienda a sviluppare modelli di adattamento ai fenomeni di cambiamento climatico. La “disclosure” comprende i dati di emissione sia assoluti che indicizzati al prodotto. Nel caso Acea il valore assoluto di emissione nel 2011 è risultato pari a circa 31.000 t CO2, a fronte di una produzione di energia elettrica totale da fonte rinnovabile e fossile pari a circa 544 GWh (indicatore pari a 57 g CO2/kWh). La “disclosure” dell’azienda ha ricevuto un punteggio di 67/100 e la capacità di gestione del problema emissioni un punteggio pari a “C” (scala E/A).
Altre informazioni sono disponibili sui siti web: http://www.kyotoclub.org; https://www.cdproject.net

Box – Gestire l’impronta di carbonio: efficienza energetica, rinnovabili e mobilità sostenibile

L’impegno del Gruppo Acea nella gestione della “Carbon Footprint” si è concentrato nel 2011 su tre ambiti di intervento:
  • l’efficienza energetica - emissioni indirette (scope 2): per ridurre le emissioni “scope 2”, che derivano dagli usi di energia, Acea si è posta l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica nei suoi usi finali contraendo di almeno l’1% annuo i consumi totali di energia. Per un Gruppo i cui consumi energetici ammontano a circa 700 GWh/anno, questo equivale ad un recupero di efficienza minimo pari a 7 GWh/anno, corrispondenti a 1.200 tCO2/anno evitate. L’energia risparmiata nel corso del 2011 nel solo comparto idrico, pari a circa 10 GWh, ha consentito di superare il target annuale;
  • le energie rinnovabili: per lo sviluppo delle fonti rinnovabili sono stati sostenuti rilevanti investimenti nel 2011. Gli interventi hanno riguardato in particolare la generazione da fonte fotovoltaica, con circa 52 MW istallati nel 2011, a fronte dei 25 MW del 2010; la generazione idroelettrica, con l’ammodernamento delle centrali storiche di Salisano e Narni (Terni) e la generazione elettrica da combustione di rifiuti (waste-to-energy - considerata convenzionalmente rinnovabile in misura pari al 50% del totale), con innovazioni tecnologiche finalizzate ad ottenere negli impianti in esercizio i più elevati livelli di compatibilità ambientale. La quota di generazione da fonte rinnovabile, anche a seguito dello scioglimento della JV con GdF Suez Energia Italia SpA, ha raggiunto l’82% del totale.
  • la mobilità sostenibile: nel febbraio 2011 Acea ed Enel hanno siglato un Protocollo d’Intesa per lo sviluppo congiunto di un’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici omogenea ed interoperabile per accelerare la convergenza delle soluzioni tecnologiche, in un unico standard nazionale ed europeo; nell’anno, inoltre, è stato siglato un Protocollo d’Intesa tra Acea e FIAT Group Automobiles per il lancio e la conduzione di progetti pilota, che consentano ad Acea di individuare le più idonee soluzioni per promuovere e attuare la mobilità elettrica nel territorio di Roma Capitale. Il parco auto aziendale, composto da circa 2.300 automezzi tradizionali alimentati a benzina e gasolio destinati soprattutto alle attività commerciali e di manutenzione, saranno progressivamente integrati con automezzi elettrici. Il primo stock di 40 autovetture FIAT Fiorino Cargo trasformate da Micro-Vett in veicoli a trazione elettrica, introdotto nel parco auto Acea, è operativo sul territorio di Roma Capitale.

107 Disponibile on line nel sito www.cdproject.net.